venerdì 28 settembre 2012

Manager: gli errori piú comuni

Mi sono perso i vostri commenti al post precedente perché Google ha deciso che non valeva la pena di mandarmi una e-mail ad ogni commento inserito. Boh. Vabbé, poco male, ho recuperato malgrado i casini che mi hanno tenuto piuttosto impegnato la scorsa e questa settimana. La solita ghiandola infiammata della mia dalmata, poi un'infestazione nella dispensa (tanti piccoli insettini microscopici che si sono annidati nei fiocchi d'avena e da lí hanno colonizzato il piano sottostante e quello sotto ancora), la dogsitters che ha deciso che dopo aver tolto il giorno del giudizio aveva per una settimana troppo male per fare quattro passi con la mia dalmata e infine piú lavoro del solito hanno trasformato due settimane in un tour de force da sfinimento. Ma oggi volevo parlare di managers... perché la domanda che sempre piú spesso mi faccio é: perché gli incapaci sono sempre in quel posto lí? C'é la legge che dice che gli incapaci vengono promossi per toglierli dai piedi della gente che davvero ci sa fare. Sí vabbé, ma anche come manager non scherzano come piantagrane e inettitudine! A dire il vero nella mia piú che quindicinnale esperienza lavorativa, qualche buon manager l'ho trovato. Peccato che sono stati cosí pochi che ve li posso pure citare per nome: Paolo e Carol. Lui italiano con cui alle volte perfino prendevo il thé coi biscotti al pomeriggio e lei americana a cui telefonavo per sfogarmi e chiedere aiuto quando l'inetta supervisore italiana mi imponeva le solite scelte "all'italiana" che facevano sghignazzare tutti i colleghi americani e pure buona parte di quelli europei. Ora, pensando e ripensando e vedendo cosa facevano i pochi buoni e adorati e cosa non facevano i tanti inetti, stupidi e imbecilli sono arrivato alla conclusione che un buon manager:
-tratta tutti allo stesso modo
-non ha bisogno di esercitare il potere perché la gente naturalmente gli obbedisce, il piú delle volte lo fa con piacere perché lo vede come un aiuto al suo lavoro e non come uno scaricamento di barile
-é educato, ti ascolta, e ti tratta allo stesso suo livello anche se ovviamente le decisioni le deve prendere lui ma non é mai arrogante e giustifica le sue azioni/decisioni
-lavora con i suoi sottoposti. Ovviamente se uno é manager non fa il lavoro degli impiegati ma partecipa in vario modo a quello che loro fanno perché solo cosí puó davvero capire dove sono i punti deboli del team o del lavoro o del progetto e metterci una pezza. Esempio: se siete sysadmin, installerá qualche volta anche lui un server o un router e vi aiuterá magari in una giornata dove siete pieni di cose da fare. Se siete sviluppatori, siederá al PC con voi a discutere di quello che avete fatto, dei problemi e proverá lui stesso ogni tanto a fare qualche pezzo di programma per capire cosa non va nella struttura di sviluppo. 
-se lavora tanto, non lo fa pesare e soprattutto non pretende che anche gli altri lavorino tanto quanto lui.
-difende i propri sottoposti quando é il caso, li corregge se invece sbagliano ma senza umiliarli.
-non perde mai la pazienza e sa che ci sono i tempi per lavorare, quelli per scherzare e quelli per cazzeggiare (avete letto bene... perché ogni tanto bisogna anche un attimo smettere di correre se la situazione lo permette). Soprattutto infonde tranquillitá al team in caso di casini e problemi difficili da risolvere.
-lavora. Giá, avete presente quei capi che non ci sono mai? Ecco quelli non lavorano. Almeno per come la vedo io.

Ora, se hai letto fin qui e sei un manager: fatti un esame di coscienza. Se invece sei un dipendente, prova a riguardare alla luce di questi punti come sono i tuoi managers prima di giudicarli.

P.S.: Aspetto le inevitabili perle che mi vorrete raccontare e eventualmente altri punti da aggiungere. E se vi chiedete come si fa a riconoscere un buon manager a colpo sicuro, la risposta é semplice: nessuno dei suoi sottoposti ne parla mai male o se ne lamenta!

Foto cortesia Mart1n

domenica 16 settembre 2012

A proposito di moltiplicazione di idee e colleghi tristi

Non capisco perché ma piú cose faccio per me (ossia meno lavori di casa e scocciature), piú mi si moltiplicano le cose che vorrei fare. Non so davvero perché, ma da idea nasce idea e alla fine come al solito... vabbé, non ho il tempo che vorrei. Neanche qui per il Blog ovviamente. Il week end scorso mi sono concesso una piccola vacanza a Salisburgo da amici conosciuti su Internet. Sono stati molto carini, mi é sembrato di stare in un Hotel 5 stelle super lusso visto anche l'alta qualitá della cucina. Ci siamo concessi un pomeriggio di foto (Cyber) e alcune sono venute davvero bene. Foto perfette senza ritocchi dopo lo scatto sono difficili da fare per cui ci sto lavorando e i risultati si vedono ma con lentezza esasperante. Per il resto piano piano sto andando verso la routine visto che ogni week end le cose da fare per la casa sono meno. Ieri ho fatto il test "pollo arrosto" con il nuovo forno ed é venuto abbastanza bene. Oggi si prosegue con le lasagne. Al lavoro piú o meno tutto come al solito. L'unica vera novitá é che la mia collega iraniana sul lavoro vero e proprio non vale granché ma a pranzo con il suo aiuto e con quello di uno degli amministratori di sistema che ogni tanto passa nella nostra sede, riusciamo a trascinare il gruppo e a fare delle pause pranzo davvero rilassanti. D'altra parte é dura, come succedeva in passato, essere l'unico che vuole smuovere il gruppo quando tutti gli altri sono degli Zombie. Davvero é una pena vedere i colleghi che si trascinano a pranzo, non parlano o parlano di cose banali (se non addrittura di lavoro!) e non reagiscono alla minima proposta di un qualcosa di divertente e fuori dagli schemi. Si discuteva della possibilitá di zombizzare le foto del portale interno con tutti i colleghi del team per il giorno di Halloween. E la mia collega (ovviamente non l'iraniana) mi fa "Alle volte sei proprio troppo bambino". "Forse hai ragione" ho detto. Cosa devo risponderle? "Eh tu una mummia paleolitica?".