Una delle usanze che non ha confini é fare i regali ai colleghi in occasioni particolari. Di fatto quando il collega se ne va, quando si sposa o quando ha un bambino. Sinceramente, il primo motivo lo capisco e aiuta a mantenere un bel ricordo di dove si é lavorato. Ma il secondo e il terzo? Qualcuno mi ha regalato qualcosa quando ho preso la mia dalmata che per me é come una figlia? Ieri mi sono proprio sforzato, altra parola non potrei usarla, di dare 5 euro per un mio collega (nemmeno del mio team anche se lo conosco perché lo vedo spesso a pranzo) che ha avuto un bambino. E piú ci ripenso e piú mi scoccia di averli dati perché non ne vedo la ragione se non quella di evitare che i miei colleghi pensino che io sia tirchio. Che poi un pó pure lo saró. Intendiamoci, 5 euro non cambiano la vita, ma é la destinazione che proprio mi indispone. Se ne devo spendere 10, 20 o 50 per fare un regalo a un amico, lo faccio con tanto piacere. Se spendo 10 euro per avere mal di pancia dopo 3 gigantesche fette di torta, almeno mi son tolto uno sfizio. Ma spendere 5 euro per il figlio di un collega che mai vedró, mi indispone e la cosa mi é rimasta proprio sullo stomaco. La prossima volta che qualcuno gira a raccogliere soldi, mi ricorderó di un bisogno urgente in bagno. Lo so che sbaglio e che vi farete una cattiva idea su di me, ma non potevo non fare questa confidenza a voi e al mio caro Blog che per me é come un diario.
P.S.: L'irritazione deriva anche dal fatto che questo mese fra bolletta luce-gas, occhiali, macchina fotografica e un pó di cose per la casa e la cucina che ho preso, probabilmente non riusciró a mettere via niente dallo stipendio. :-(
Hai ragione, Griss, che palle sti regali!!
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RispondiEliminaanche se sono in pausa dal blog.... eccomi a salutarti
Si hai proprio ragione, son tutte cose strafinte e non sentite, tanto per doverle fare. Sarà che per anni in ufficio sempre con queste collette, per quello che si sposa e si risposa, quell'altro che ha uno, due figli, quell'altra che va a convivere... e poi la gente fa i gruppetti e manco ti guarda più in faccia, almeno dico io, quando si tratta di bambini la cosa più carina sarebbe portarli a far conoscere. Io non sono affatto tirchia, anzi, penso sempre prima agli altri e poi a me ma, comunque, col senno di poi, in ufficio non voglio sapere più niente di nessuno e non chiedo nulla. I regali li faccio col cuore a chi se li merita. Anny.
RispondiEliminaUna delle cose positive di non lavorare in ufficio e non avere colleghi :)
RispondiEliminaSu "Sex and the city" hanno fatto una puntata sulla discriminazione dei single che non ricevono mai regali :)
RispondiEliminaIo, nell'ultimo posto di lavoro, ho messo qualche soldo solo finchè ero a tempo determinato, poi, per sette anni, non ho più sborsato una lira per regali a nessuno, tranne per un paio di eccezioni. Ero arrivato al punto che neanche più me lo domandavano. La cosa più patetica, era mettere soldi per colleghi o colleghe antipatiche: era il colmo, e mi dava soddisfazione non farlo.
RispondiEliminaDove lavoravo a Parigi si facevano regalini tra "loro" senza nemmeno degnarsi di venire nella mia équipe a chiedere soldi. Tanto meglio. Si risparmiava. Ma vabé quella è un'altra storia, io facevo parte dei "cattivi"- quelli segnati con una croce nera (anche se ero uno dei più virtuosi in ufficio). Meno male che li ho mandati a cag***!
RispondiEliminaAndare in bagno credo ti servirà a poco, dovrai uscire prima o poi.
RispondiEliminaAnche da noi c'è questa usanza, ma a me non dispiace..almeno per i colleghi che conosco :D
Ah si infatti, c'è poi la questione dei single o di chi non ha figli o nient'altro da festeggiare e magari non è più un ragazzino, che deve solo tirar fuori soldi e basta. Come ti dicevo, in questo ufficio, non in altri, non partecipo più a niente visto che dopo la questua facevano feste di serie A e di serie B. Un pensierino a Pasqua e a Natale, visto che mai nessuno ci pensa, lo faccio da sola e volentieri alla signora delle pulizie e al fattorino del piano che sono sempre gentili ed educati più di altri e di loro iniziativa si preoccupano pure delle piantine della mia stanza quando sono fuori o in ferie. Anny.
RispondiEliminabeh effettivamente una cosa è chiedere ai colleghi stretti, con cui si lavora gomito a gomito o quelli con cui si ha un rapporto.... ma sborsare per persone che non conosci quasi....
RispondiElimina@Mario: eh eh :-P
RispondiElimina@Pupottina: grazie. Se sei in pausa col Blog, non vuol dire che non puoi leggere quello degli altri, no? :-D
@Anny: hai ragione, portarli a conoscere sarebbe il minimo. Ma, a dire il vero, sarei piú interessato al cane piuttosto che al bambino del collega. Perché se fosse un ragazzino, almeno capisce qualcosa e ci parli, ma un bebé?! Che magari pure ti assorda di strilli? :-P
@Barbara: eh eh... :-P
@Close the Door: giusto!!!!!!! Diritto sacrosanto. Regali anche a chi resiste single per un anno! :-D
@Oscar: sí, infatti, se il collega é stronzo e pure ci devi mettere i soldi sembra una vera presa per i fondelli
@Fuzz: ti soprannomineremo il santo dalla croce nera! ;-)
@Lady.Chobin: no, vabbé, qui mica curano. poi oggi mi son accorto che mica tutto l'open space aveva dato i soldi. Cosí mi sa che la prossima volta seproprio non conosco, salto a pié pari.
@Anny: giá, notato anche io, ci sono persone che fanno lavori umili e sono comunque gentili e cortesi. Nel mio ultimo lavoro, a essere cortese con un signore delle pulizie, mi era saltata fuori una scatola di caviale :-D (la moglie era ucraina).
@Federica: sbagliando, ho imparato! ^_^
M.da R. ma come???...ti 6 sprecato merita di più il nstro futuro...magari ti rifarai alla prossima occasione.ciao
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