mercoledì 9 aprile 2008

Ricordi italiani

Dunque, volevo fare una precisazione perché ieri Kuhflecken mi ha scritto nei commenti:

non posso credere che non hai nemmeno un ricordo malinconico.
sebbene non fossi più felice a Milano, ci sarà senz'altro un ricordo legato alla tua infanzia al quale ritorni con piacere. efallostosforzodiessereunpocopiùpositivo.
io mi ricordo dei giochi nella fontana vuota di de chirico. di quando mia madre veniva a prendermi il pomeriggio presto all'asilo. del primo caldo estivo in corso buenos aires. degli aperitivi nelle serate tiepide.


Non é che non abbia ricordi positivi di Milano. In 35 anni avró ben fatto qualcosa di bello :-P ma ieri si stava parlando di Heimat. Ossia di qualcosa che ti emoziona, che ti scuote l'animo, qualcosa che ti fa venire il magone quando ci pensi. E francamente, non ho nulla che mi faccia venire il magone dell'Italia. Anzi. Il fatto che io abbia mangiato la piú bella coppa di gelato a Roma, che ci siano delizie incredibili, dei bellissimi monumenti, che io abbia sempre guardato il Duomo di Milano a bocca aperta, non significa che io mi "sciolga" per queste cose. Rimangono delle belle esperienze ma niente di cui non possa fare a meno. Mi viene piú il magone o un brivido a pensare a quando sono entrato per la prima volta negli Stati Uniti 3 anni fa. Ci sono stato anche quando ero piccolissimo ma ho solo ricordi molto vaghi. Ma 3 anni fa quando sono ritornato a New York sono rimasto senza fiato nell'immenso salone dell'immigrazione all'aereoporto JFK: tutte quelle bandiere americane, la lunga coda delle persone in attesa... mi sono immaginato tutti gli emigranti dei secoli precedenti e poi il poliziotto di frontiera che ti dice "Welcome to the United States"... il mito di una terra dove puoi PUOI PUOI costruirti il tuo futuro con le tue mani (che é poi quello che ho sempre cercato di fare e che in Italia é impossibile riuscire se non hai conoscenze o soldi). Un brivido che mi scuote ancora ora! Gli Stati Uniti, New York, tante volte visti nei film, tanto sognati... erano lí, dopo piú di 4000 miglia di aereo! Il sogno americano. E' vero, é come entrare in un'altra dimensione. Non dico migliore o peggiore ma un'altra dimensione che stenti a considerare reale. Gli Stati Uniti sono qualcosa che mi emoziona. Non che lí sia tutto perfetto. Ma davvero negli States c'é gente che ha iniziato da niente ed é arrivata in alto. Di cosa dovrei invece emozionarmi secondo te? Di essere andato in scuole (elementari/medie/liceo) con tristissime palestre e laboratori da terzo mondo? Del parco di fronte alle elementari in cui andavo a giocare e dove si trovavano le siringhe dei drogati? Dovrei emozionarmi delle 4-5 ditte in cui ho lavorato che NEL MIGLIORE DEI CASI mi hanno sottopagato e nel peggiore, rovinato la salute?. Dovrei avere emozionanti ricordi delle file alle poste, dei ritardi delle ferrovie, degli ospedali dove i malati devono stare col sole che gli batte addosso perché tutte le persiane sono rotte (esperienza personale), di Telecom e degli enti statali pieni di raccomandati e dei politici che con stipendi da favola pensano solo a rubare ancora? Di quando ho fatto shopping in c.so Buenos Aires? Ma quale shopping dai... niente che non avrei potuto trovare altrove. La mia prima casa é qui. Sono arrivato single, non ho lasciato nessuno. I miei vengono regolarmente, probabilmente si trasferiranno anche loro. La mia dalmata é al mio fianco. Mia sorella é qui. Altri parenti in Italia non ne ho. Le mie cose sono quasi tutte qui e il resto arriverá quando avró una casa piú spaziosa. No, purtroppo no, mi spiace Kuhflecken, per quanti sforzi faccia non ho particolari ricordi dell'Italia che mi emozionano: al massimo ne ho che mi angosciano. Di quelli ne ho parecchi e cerco ogni giorno di dimenticarli. L'Italia rimane un bel paese come ce ne sono tanti altri e in cui sicuramente un giorno torneró in vacanza. Ma sottolineo, COME CE NE SONO TANTI ALTRI. Non so dove sará la mia Heimat, forse qui in Austria, sicuramente sará quel posto che mi fará sentire sicuro e "a casa", che mi dará un lavoro pagato il giusto, dei servizi adeguati alle tasse che pago e la possibilitá di comprarmi una mia casetta col giardino a un costo accettabile. Casetta che sogno da sempre per vivere in pace vicino alla natura. Questo é quello che cerco e che mi emozionerebbe trovare. La mia pianticella del patriottismo e dell'"italianitá" é morta tanti anni fa. Anche se magari non mi crederai, ho provato a curarla con entusiasmo, ho cercato di salvarla in tutti i modi ma non c'é stato nulla da fare: la dura realtá italiana l'ha uccisa. R.I.P.: Riposi in pace. Ora sto innaffiando quella austriaca tutti i giorni. Cresce piano ma sembra avere un ottimo futuro. Speriamo.

P.S.: ho fatto un post lunghissimo, so che é pesante leggere certi romanzi magari di cose di cui non ce ne frega piú di tanto. Cercheró di evitare in futuro, promesso!

26 commenti:

  1. Che ti devo dire se non che condivido ogni singola cosa. non trovo molto entusiasmo neanche io ad essere italiana e molto spesso con mio marito facciamo dei pensieri sul trasferirci anche perchè effettivamente i miei sogni in parte diciamo che li ho realizzati me ho paura che in realtà mi sono solo accontentata e ho ridimensionato quello che volevo con quello che mi veniva offerto e credimi nel mio settore è una guerra di soldi e fama tutti i santissimi giorni. Più un'agenzia è importante più lavora. E io che ho iniziato da poco..mi faccio da parte alcune volte. La "pianticella" la ho ancora sul balcone.
    Ma sta appassendo.
    Silvia

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  2. gran bel post realista e ahimè veritiero concordo al 100%,si gli usa sono un'altra dimensione anche io in 2 volte che sono stata ho provato questa sensazione buona giornata

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  3. Un conto è vivere in un Paese, un conto è passarci un breve periodo.

    Sono stato anche io negli USA, la sensazione che si prova è davvero forte, con l'immensità di spazi un attimo fuori dalla città.
    Ho vissuto per un mese da "americano", ospite di parenti appena fuori NY e poi un'altro sulla West Coast l'anno successivo e i problemi di quotidiani di traffico, inquinamento, disservizi, droga, prostituzione, delinquenza esistono anche lì, anzi. La soluzione però è semplice da quelle parti: basta pagare. Se hai i soldi hai una bella casa, in un bel quartiere, bei vicini, belle scuole, assicurazioni forti... se non hai soldi fai il barbone o la persona "comune". E a NY di homeless ne ho visti di homeless tanti e ancora di più a Bostone e altrettanti a LA.
    Un mondo dove la logica del denaro impèra, francamente, non la sento mio.
    L'Italia? Mille difetti e mille virtù, mille sconcerie e mille bellezze. Se sto male, ho diritto ad un servizio sanitario GRATUITO di buon livello (e parlo per esperienza personale), se non ho soldi, ho diritto ad un'assistenza economica, la scuola è gratuita...

    Quello che non funziona è la logica della "roba" di Verghiana memoria: avere, possedere, mettere sotto il cuscino e tutti i mezzucci che ne conseguono. Come si può pretendere un sistema che funziona quando il capo (ex) del Governo è il primo che dichiara che "evadere è giusto" o che ha processi per falso in bilancio?
    Gli imprenditori brianzoli che ora piangono miseria per colpa dei cinesi, sono i primi che negli ultimi anni invece di investire nell'azienda si sono comprati il Porche con una lungimiranza pari a 0.

    Scusa il post lungo e un suggerimento: probabilmente non è solo "colpa" di altri che non sei stato valorizzato ma è anche un pochino tua, facile sempre scaricare su altri le responsabilità...

    Con affetto,
    LCL

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  4. molte delle cose che hai scritto sono parole con cui descrivo Milano...
    Forse se tu avessi abitato in un'altra città la penseresti diversamente.

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  5. Complimenti per il post Gris.
    Per quanto riguarda come ti senti e come "senti" gli States per me è UGUALE!

    UN ABBRACCIO.
    Clio

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  6. Son d'accordo con te e quella che hai raccontato è purtroppo la fotografia della realtà italiana. Si sopravvive nella jungla e, pur consapevoli, ci si accontenta di quello che a fatica si è raggiunto e per il quale non si finisce di lottare ogni giorno, ma le emozioni, le attese, non ci sono quasi più, molte sono false o bruciano rapidamente scontrandosi con le tante difficoltà e nell'incertezza quotidiana di questo paese, malgrado le sue tante bellezze, il buon mangiare... Ho viaggiato tantissimo e lavorato negli Usa per 6 mesi, ho metà della mia famiglia li, il mio bisnonno emigrò e fece fortuna. E' vero, è un'altra dimensione e quella terra dà un feeling diverso e suscita un senso di appartenenza e di patria molto profondo. Non è tutto facile, anche li conta molto il denaro e si pensa persino che "its the address that makes the man".. ci sono quartieri di poveri, droga, criminalità, ma spesso si tratta di persone che vogliono essere o restare così, però posso dire che l'iniziativa delle persone come le possibilità di crescita, di scegliere, il lavoro, di studiare e di laurearsi, gli spazi, la natura, la quiete... non mancano e sono offerte a chiunque lo voglia ed il sacrificio e l'impegno trovano comunque un riconoscimento.
    Hai scritto un bellissimo post, segui le tue emozioni e falle crescere, senza quelle e con il cuore spento, non si va da nessuna parte. Scusa per il lungo commento. :-) Anny

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  7. Leggevo, e leggendo fuori dal mio controllo,due perle di luce hanno iniziato a rigarmi il volto.Sarò scema???Le tue parole hanno perfettamente descritto il mio stato d'animo attuale, non mi ci trovo più in questa italia,in questo paese che sta portando alla deriva i suoi cittadini,li sta umiliando e riducendo in povertà.Il bel paese ora va bene solo per i turisti,una settimana italiana, e poi via verso le loro civili nazioni.E senza andare troppo lontano, in america (non è poi tutto oro quello che luccica) mi indirizzerei verso gli stati a noi più vicini,come hai fatto tu.Potessi andarmene lo farei immediatamente!!!!!Nel frattempo provaci tu, anche un cicinin anche per me.
    Un abbraccio

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  8. Effettivamente ha ragione mistral, non ci sarebbe bisogno di andare neanche tanto lontano..pensiamo alla Spagna o all' incredibilmente civile Portogallo. Un posto dove ognuno mantiene la propria dignità. Non cerchiamo il posto dove vivere senza lavorare e fare la bella vita. Ma voglio lavorare per vivere meglio non lavorare per sopravvivere.

    p.s. grissino hai ragione su martha. Solo che stamani avevo bisogno di vedere tutto quel burro , mi ha fatto bene all'anima!

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  9. @Magnolia: piú che accontentarsi, io direi che uno viene trascinato dalla routine. E' piú comodo rimanere nella routine che cercare di migliorare smuovendo le acque... ma nel mio caso quando si arriva a un certo punto, non se ne puó piú!
    @Marcella: :-) Giá!!
    @LCL: un attimo, io non ho detto che negli States si viva meglio o che tutto funzioni perfettamente. Ho detto che LORO hanno un qualcosa che mette davvero i brividi perché in tutto (nel bene e nel male) sono fuori da ogni nostra abitudine. Colpa mia? Starai scherzando? Per costruire quello che voglio ho cambiato completamente lavoro, ho ricominciato a studiare da zero ed ero disposto a spostarmi nel Nord Italia... no, guarda, in Italia il mercato del lavoro é marcio. Non ci sono scusanti.
    @Nemuriko: puó darsi... ci ho pensato tante volte anche io. Peró é anche vero che molto gira intorno a Milano...
    @Clio: immaginavo! :-P
    @Anny: infatti, in una parola, non c'é futuro in Italia.
    @Mistral: acci, mi spiace. So quanto é dura voler andare via e non potere o dover aspettare... coraggio e soprattutto "mai dire mai"!

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  10. Magnolia2: sí ho sentito parlare bene della Spagna e anche il Portogallo. Chi cerca un lavoro onesto per vivere senza voler fare i soldi a palate, secondo me sono posti ideali. Io peró faccio un pó fatica, preferisco la mentalitá "crucca" a quella "mediterranea". ;-)

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  11. ma sarà un caso che moltissimi milanesi tentano la fuga?

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  12. non è vero che i post lunghi sono noiosi, e forse in questo serviva ogni singola parola per spiegare quanto hai dentro.
    ricordo alle superiori che ci spiegarono il significato di Heimat,e non pensai assolutamente quale fosse, perchè avevo vissuto in un solo posto. poi, causa università ho "vissuto" (con le virgolette perchè facevo settimana corta) a firenze e vivo (senza virgolette) a cesena. e ho sperimentato diversi modi di vivere, diversi affetti, diverse abitudini.. diversi modi di mangiare perfino! ma non c'è momento che mi piaccia di più di quando rimetto piede del mio paesello. e dire che non ci sono affetti particolari che mi legano lì, solo i miei, perchè poi le amicizie, quelle pù vere, sono sparpagliate per mezza italia e non lì. anzi, non sopporto molta gente del paese. adoro però il mio mare, la spiaggia, le passeggiate, i tramonti, le passeggiate in centro anche se i negozi sono sempre gli stessi e non trovo mai nulla... ultimamente stanno cambiando un pò di cose (costruiscono un maxi porto e un bagno privato sulla "mia" spiaggia) e ciò non so come influirà sul mio sentimento verso quel posto. però credo che la Heimat sia come l'anima gemella. non cè neanche un motivo particolare perchè tu ti leghi così a una persona o a un posto. lo fai e basta.

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  13. Scusa se te lo dico... ma in una cosa sei molto italiano: lamentarti e scaricare responsabilità su altri.

    Non sei valorizzato sul lavoro? Colpa del capo!

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  14. @Nemuriko: vedo che hai capito un aspetto importante del discorso
    ;-)
    @Amodomio: é vero, é quello che intendevo, te la senti dentro. :-)
    @LCL: Veramente di capi ne ho avuti due favolosi. Ma il capo mica puó prenderti lo stipendio e aumentartelo cosí perché gli sei simpatico e neppure farti fare delle cose se, a sua volta, riceve altri altri ordini. Comunque il primo era italiano, il secondo era UNA capa ed era di NY. Una persona favolosa che non doveva quasi neanche chiedere di fare una cosa per lei: erano quelli sotto di lei che lavoravano spontaneamente e per piacere. Io compreso, non pesava lavorare per lei. Ma lei era a NY e io a Milano e una volta mi é stato detto chiaramente "tu sei qui, sei italiano e lavori all'italiana", non ci interessa quello che ti dicono da lá. Giá. E' dura correggere il fancazzismo nostrano con l'efficienza americana. Mi son sentito anche dire che per lei facevo tutto e per qualcuno nel mio ufficio di Milano no. E' evidente, la fiducia va conquistata. Non puoi pretendere che dopo aver preso con una raccomandazione un posto e aver fatto tante ca**ate, ti si rispetti come chi il posto se lo é guadagnato e se lo merita. Se ti ho dato l'impressione di scaricabarile, tu hai dato l'impressione di quello che non vede al di lá del proprio piccolo mondo o che non sopporta che si parli male dell'Italia. :-P

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  15. ricordi malinconici penso che ne abbiamo tutti, ma è meglio dimenticarli a mio avviso. Maria

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  16. io ripeto che tutto il mondo è paese, ovunque vai ci sarà sempre qualcosa che non quadra...non esisterà mai un luogo perfetto perché gli uomini non sono perfetti...l'importante è sentirsi in pace con se stessi...dove e quando non importa!
    un bacio...

    ps: in questo momento non sono in pace con me stessa e vorrei fuggire...passerà!

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  17. Melina2811: eh sí, completamente d'accordo!! Prima si dimenticano le cose negative e meglio é.
    Butterfly.23: vero che l'importante é sentirsi in pace con se stessi ma NON E' VERO CHE TUTTO IL MONDO E' PAESE. Ti sembra che qui ci succedano le stesse cose che in Italia? In linea di massima sí, ma NON NELLE STESSE PROPORZIONI!!! Il che non é una differenza da poco. :-P

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  18. Mi ha fatto sorridere il fatto che tu abbia mangiato il più buon gelato della tua vita a Roma.

    Io tutt'ora il Duomo lo guardo con ammirazione e la Madonnina, ti dirò, quella probabilmente me la porterei nel cuore ovunque. :)

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  19. PS. è stata produttiva la giornata di ieri? Mi sono impegnata con le ricerche. ;)

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  20. caro grissino
    vivo anche io lontano dalla mia citta',sottolineo citta'non paese,da 5 anni,e giorno dopo giorno diventa sempre piu'pesante,,.quando rientro a casa mi rendo conto di essere piu'malinconica che felice...

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  21. Grissino,
    sono di Milano anch'io, ho la tua stessa eta', condivido le tue idee sull'Italia in rovina, e faccio il tuo stesso mestiere, solo che fino ad oggi l'ho fatto, oltre che a Milano (2 anni), anche a Zurigo (2 anni), Vienna(6 mesi), Stoccarda (2 mesi), Madrid (3 mesi), New York (3 anni), Parigi (3 mesi), Ginevra (quasi 3 anni).
    Quello che volevo dirti e' che sicuramente Vienna e' una citta' bellissima, senza i soliti problemi di crimine, microcrimine ecc. ecc., pero', e parlo per esperienza diretta, e' molto difficile per un austriaco dare un lavoro "specializzato" ad uno straniero, men che meno italiano. Purtroppo la mentalita' li' e' che soprattutto gli italiani siano solo buoni per ristoranti, gelaterie ecc. ecc. Io sono stato a Vienna in missione per conto di una multinazionale e i miei colleghi mi guardavano dall'alto in basso, essendo io italiano. Fortunatamente gli stessi problemi non li ho riscontrati in nessun altra citta'!
    Quindi il mio consiglio spassionato e' quello di orientarti verso le prime due citta' della famosa classifica sulla qualita' della vita, o al limite in Germania. Cosi' come in America, li' si bada al sodo: meritocrazia, capacita', e non importa da dove tu venga.

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  22. @Glitter: eh sí, ma anche a Milano da Bastianello é ottimo. Ma a Roma era una coppona immensa con un sacco di fragoline a pochi euro ^_^
    @Mirtilla: sí sono sensazioni incredibili ma... vere!
    @Viaggiatore: grazie per il tuo contributo ma io son deciso a stare qui. Tu avrai viaggiato, io invece sono emigrato, é una cosa ben diversa. Non concordo con la tua visione. A parte che persone che mi guardavano dall'alto verso il basso ne ho trovate a bizzeffe anche in Italia, io credo che il problema sia che tu devi integrarti e farti sentire vicino a loro (in realtá ovunque, non solo qui). E questo, dubito che tu in 6 mesi l'abbia fatto. Parlavi forse tedesco come loro, mangiavi come loro, ti divertivi come loro? Non so: mi dirai magari in un prossimo commento. Conosco COLLEGHI italiani che sono stati 2 anni in giro per il mondo e non hanno assimilato nulla. Andati italiani e tornati italiani al 100%. Io non sono il tipico italiano perché lo sono solo per metá. Ora, francamente dire che qui un italiano puó solo fare il cuoco o il cameriere mi sembra ridicolo. Di certo devi pagare uno scotto che significa stipendio piú basso e piú difficoltá a trovar lavoro perché il mio tedesco non é come quello di una persona nata qui. Ma con la gente bisogna anche saperci fare e io mediamente riuscivo ad avere ottime relazioni coi colleghi stranieri. Infine Vienna, me ne accorgo sempre di piú, é un crocevia di stranieri: slavi, russi, cechi, ucraini, polacchi, turchi... vuoi che non ci sia posto per un amministratore di rete italiano? Dare certi giudizi dopo essere rimasti qui in una sola ditta e per soli sei mesi, mi sembra un pochino esagerato. Senza contare che, senza volerti offenderti, vorrei anche vedere il tuo CV. Di colleghi ne ho avuti tanti, alcuni come me, alcuni piú bravi di me ma anche molti non al mio livello. In Italia la nostra categoria é inflazionatissima anche se suppongo che se hai viaggiato, tu sia una persona ben preparata come o piú di me. Ho detto tutto ció perché non credo tu abbia gli elementi per giudicare le mie possibilitá di lavoro qui. Non potresti nemmeno se avessi letto il mio Blog interamente.

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  23. A Milano non è male neanche da CHOCOLAT. Slurp! :)

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  24. la tua italianità è morta? ...mi mette tristezza questa frase, sarà perchè sono orgogliosa delle mie origini...

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  25. Hallo!
    Di tanto in tanto passo perche`mi piace la tua cucina, mi piacciono i tuoi racconti e sopratutto come racconti.
    Oggi ritorno e trovo che cè`stata una bella chiacchierata e tanti post visto che l'argomento e`molto sentito.
    Io sono arrivata a Berlino ferita dalla corruzione italiana e questa citta`mi ha dato una speranza: si`una vita diversa e`possibile!
    Per raccontare /ricordare agli italiani specialmente, quelle piccole differenze di sano quotidiano che ti cambiano la vita.
    Ho caricato foto e commenti qua

    http://www.flickr.com/photos/nishanga/


    quelle piu`recenti sono dedicate al mio intensivo di deutsch,proprio come te, dove su 15 umani bellissimi che arrivano da ogni punto del pianeta ben 3 dico 3 sono italians!!
    Che ne dite?
    A presto
    nishanga

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  26. @Glitter: Chocolat, Chocolat.... uhm... dimmi qualcosa di piú.
    @Kekkasino: confermo, morta e sepolta.
    @Nishanga: Grazie per i complimenti. Ho fatto un salto a vedere le foto. La ragazza colombiana sembra simpatica... sorride sempre! Ma piú di tutto preferisco la sezione con i dolci e le cose che hai cucinato tu! eh eh eh ^_^

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A Grissino piace molto sapere come la pensi: dai, dai, lasciami un commento!! :-P