domenica 13 maggio 2007

Ciao Roma

Eccomi a parlarvi di Roma. Il tempo è passato fin troppo velocemente e ahimè, chissà quando mai rivedrò Roma, con pure il tutto offerto gentilmente dal mio datore di lavoro. :-P Infatti quando troverò un lavoro e avrò i soldi per fare una vacanza, andrò sicuramente in posti che non ho mai visto. Mi manca tutto il nord europa, l'Austria, la Germania, la Spagna, Il Portogallo e naturalmente... United States of America che, da soli, potrebbero tenermi occupato per un decennio di vacanze! :-D Lavoro a parte ('mannaggia, proprio gentile la responsabile a Roma che mi ha riempito al massimo tutte le giornate) ho provato qualche nuovo ristorante. Non sono rimasto granchè entusiasta ma pazienza. Se non si prova, non si può scoprire nulla di nuovo e buono. Innanzitutto ho provato Daruma Sushi facendomi portare il sushi in ufficio visto che volevo mangiare qualcosa di leggero. Ho scoperto da tempo che nulla è più leggero di un buon piatto di sushi. Servizio molto gentile, consegna puntuale, il sushi non era male anche se in parte proveniva da pesce surgelato. Ad ogni modo, niente odori troppo forti o sgradevoli e questo è un ottimo segno. Voto: 8, promosso con piccola riserva (pesce surgelato). Ho poi provato Il Drappo (cucina sarda, Vicolo del Malpasso 9, una traversa di Via Giulia, vicino al Vaticano). Buono la carta delle pietanze. Ho preso il menù sorpresa che prevede antipasto-primo-secondo-dolce scelti dal cuoco a 45 euro (la persona sceglie invece se menù di carne o pesce). Il giudizio globale è buono sia come quantità che come qualità. Unica nota negativa il sugo del primo che seppur fatto con ottimo pesce era davvero troppo ricco d'olio. Certo, non è economico ma 4 portate a 45 euro in un ambiente di un certo livello e a due passi dal centro di Roma è accettabile. Le sale sono due. Quella in cui sono stato io ha il soffitto tutto drappeggiato con lunghi teli bianchi (che a dire il vero danno un certo senso di oppressione...) mentre le pareti sono ricoperte di quadretti. Belli i tavoli con tovaglia bianca e candela; il mio aveva anche un vaso con roselline bianche. Insomma, un ambiente sul raffinato. Le note stonate vengono dai titolari, invero un pò originali (e questo passi) ma senza la minima conoscenza della lingua inglese. Il risultato è stato che ho dovuto spiegare ai 4 americani a fianco al mio tavolo cosa c'era di frutta fresca e cos'era il liquore al mirto. Ora, nessuno pretende un inglese perfetto ma i nomi delle quattro cose che servi in tavola forse sì... il menù comunque è tradotto in 3 lingue. Voto: 7 (cena abbastanza buona ma non indimenticabile). Ieri invece sono andato in un locale storico (mah...) che mi hanno consigliato in ufficio ossia Pierluigi. Il sito dice orgogliosamente "Ristorante a Roma dal 1938" ma non credo ne sentirò gran mancanza se anche in futuro sparirà. Il ristorante è in via Monserrato, parallela a via Giulia, non lontano dal Drappo di cui sopra e dal mio albergo. Si presenta in modo molto sobrio, quasi una trattoria, personale di servizio nella norma. Il menù non è molto esteso ma soprattutto contiene diverse portate non disponibili e questo mi sembra davvero fastidioso e poco corretto. Io avevo chiesto il Sarago e non c'era. Le signore al mio fianco avevano chiesto le pappardelle ai funghi porcini e si sono sentite rispondere "Non siamo in stagione, niente funghi porcini". OK, va benissimo, ma aggiornate il menù, no?! Costa così tanto lasciare le portate sempre presenti e inserire un foglio con quelle di stagione?. Un'altra cosa molto irritante è che il pesce viene messo nel menù con la forma: "Orata (cucinata secondo vostro gusto): 9 euro/etto". Ora, se sul "a vostra scelta" posso considerarlo positivo così si fanno due chiacchiere col cameriere che consiglia la cottura più adeguata, il vendere a peso è una cosa molto ambigua. Infatti non si ha neanche lontanamente idea di quello che si va a spendere. Per esempio il mio dentice, è costato ben 28 euro per 3,5 etti di pesce. A mio parere davvero troppo. Altra cosa molto irritante la frittura di pesce "surgelata". Ma porcaccia la miseria, è così difficile comprare del pesce per una frittura fresca? Al massimo uno aggiunge "composizione variabile a seconda della stagione" e si fa spiegare al cameriere cosa c'è nella frittura del giorno. Infine vado a pagare col bancomat alla cassa e pur lasciando giù la bellezza di 40 euro per primo-secondo con acqua, non vengo neanche salutato (con o senza sorriso). Costa tanto dire "grazie [sorriso], passi una buona serata"?! Per il resto nulla da dire sulle portate, cucinate a regola d'arte (il pesce effettivamente si sentiva che era freschissimo). Per concludere: cucina buona ma costosa, menù limitato e ambiguo, servizio e ambienti anonimi e senza stile, voto: 6 (davvero a Roma si può trovare di meglio per quel prezzo). Infine l'ultimo giorno mi sono concesso un mega filettone al Roadhouse a stazione Termini. E' triste da dire ma è forse stato uno dei pasti migliori che ho fatto. Semplice, ma terribilmente gustoso. D'altra parte stiamo parlando di 23 euro di T-Bone steak con patata al cartoccio con panna acida e torta al cioccolato 4 layers! Poi ci ho dato dentro con arancini, supplì e qualche fiore di zucca oltre che bombe (krapfen) e ciambelle fritte. Ora meglio che metta a dieta il mio fegato. Nel poco tempo libero che mi è rimasto ho provveduto a girare con la videocamera per filmare i luoghi più famosi di Roma. Appena riesco vi posto il filmato montato ;-) Ho anche cercato di comprarmi qualcosa da portarmi a Vienna che mi ricordasse il mio viaggio a Roma. Ho avuto davvero troppo poco tempo per girare e così, alla fine, le uniche possibilità sono state un paio di Nike in pelle da Footlocker (129 euro) una pentola/bistecchiera da Kasanova (23 euro). Alla fine ho optato per la pentola ossia una bellissima bistecchiera antiaderente da 4 con manico morbido rimovibile in silicone, con beccuccio a lato da cui versare via sugo/grasso, made in Italy e tranquillamente lavabile in lavastoviglie. Davvero bella, anche se un pò costosa, ma secondo me adattissima per grigliare sul gas sia verdure che carne, pesce e... hamburger. Infatti ho preso su Amazon.com un libro sugli hamburger con tantissime idee davvero stuzzicanti e che nulla hanno a che fare col solito anonimo hamburger. Figuratevi che c'è anche la ricetta di un hamburgher fatto con filetti di trota affumicata! Per le Nike, peccato, ma ne ho già diverse paia e 129 euro non sono poi pochissimi. La pentola almeno sarà una in meno da comprare a Vienna.

P.S.: oggi ho avuto la conferma ulteriore che fare il backup serve a qualcosa. Da qualche giorno erano scomparsi dal Blog l'intestazione e i titoli che avevo caricato su un servizio di sharing di immagini pubblico. Dopo 3 anni me le stava togliendo poco a poco. Per fortuna avevo fatto un backup completo del Blog a febbraio di quest'anno cosí sono potuto andare a ripescare le immagini e le ho uploadate su Blogger. Ora, a meno che Picasa non perda dei dati, saranno sempre su e disponibili.

4 commenti:

  1. era uno scherzo durato due ore, non chiuderò il blog

    :-)

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  2. noi abbiamo a casa una bistecchiera come quella :p

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  3. ben ritrovato carissimo!!!

    ...a proposito di bistecchiera...ieri ho comprato un barbecue a gas con pietra lavica e doppia piastra in ghisa per preparare MAGNIFICHE grigliate quando sarò nella nuova casa!!!

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  4. bentornato!! bella la bistecchiera non tanto per me che non amo la carne ma per MisterN peccato che qui non abbiamo proprio spazio

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A Grissino piace molto sapere come la pensi: dai, dai, lasciami un commento!! :-P