lunedì 12 settembre 2005

Succo d'arancia, cioccolata, latte...

Sono da quasi tre giorni a Bellaria e non sono granchè soddisfatto ne del posto ne della sistemazione in hotel. I pasti (eccetto la colazione) sono curati ma questo, da solo, non invita certo a pensare "ci ritornerò l'anno prossimo". In ogni caso preferisco raccogliere tutti gli elementi e poi raccontarvi per bene. Dubito che il mio giudizio migliorerà ma non si sa mai. In questi giorni ho finito il libro NON MANGIATE QUESTO LIBRO di cui vi avevo parlato QUI. Sono soddisfatto, in alcune parti è fin troppo ripetitivo (è colpa dei fast food, è colpa dei McDonalds... e l'ho capito, non devi ripetermelo 10.000 volte!!!) ma è un libro che serve a far riflettere sulle proprie abitudini alimentari e se fosse troppo all'acqua di rose, forse non otterrebbe il suo effetto. Ci sono alcune riflessioni importanti valide anche per l'Italia anche se da noi si mangia nettamente meglio che negli USA. Avete mai notato che nelle città praticamente non ci sono più fruttivendoli? Avete visto che la gente non cucina più con le materie prime ma tende a prendere piatti già pronti; cosa che poi avevo detto anche io quando avevo criticato la pubblicità dei wurstel Amadori qualche giorno fa? Mangiamo male, ebbene sì, la maggior parte della gente mangia male. Lo vedo pure in ufficio dove la gente prende le patatine quando a metà mattina o metà pomeriggio ha un pò di appetito. LE PATATINE?! Ma non dovrebbero essere un CONTORNO?!(o al massimo accompagnare l'aperitivo). Mi fa senso vedere qui in Hotel le persone che trangugiano la brodaglia color rosso o arancione fatta con la polverina. Sì, quella che dovrebbe essere succo d'arancia. Il succo di quei frutti rotondi che danno quel così buon profumo se gratti un pò la loro buccia. Invece la gente accetta di bere quell'intruglio fatto d'acqua e del contenuto di una bustina. Che tristezza. Oggi che la tecnologia ci regala la possibilità di avere un succo praticamente identico al fresco tutto l'anno (mi riferisco a quello che trovate nei banchi frigo che è fatto con succo d'arancia congelato ma senza concentrarlo prima e con un leggero trattamento di pastorizzazione prima della vendita), ci sono posti dove non ti servono neanche il succo concentrato ma addirittura quello di bustina!! Il motivo? Il motivo è che nessuno protesta (vorrei vedere se il distributore rimanesse pieno tutti i giorni...) e che il succo in bustina conviene (all'albergatore, ovvio!). Il succo simil-fresco di cui parlavo prima ipotizzo possa costare all'albergo circa 1.30 euro al litro. Quello a lunga conservazione ricavato da concentrato sui 60-70 centesimi al litro. Quello in bustina? Secondo me non più di 10-20 centesimi. E chi glielo fa fare a un hotel di pagare 10 volte il costo del succo in polvere? Voi ovviamente, se vi rifiutate di berlo e glielo lasciate lì (e magari dite il perchè al cameriere). E se quanto vi ho detto succede in un 4 stelle, cosa credete che succeda negli alberghi meno lussuosi? Sempre e comunque surrogato di succo d'arancio. E lo stesso succede con la cioccolata, non crediate. Se vi va bene vi arriva una cioccolata fatta con zucchero e un pò di cacao di buona qualità. Altrimenti vi servono un intruglio marrone che sa vagamente di cioccolato e moltissimo di zucchero e... polvere. Sì, polvere, a me dà quella sensazione lì. Ma se la cioccolata non è buona e chiedete un pò di latte cosa vi arriva? Ma quello a lunga conservazione, che diamine. Troppa fatica quello fresco che va preso ogni giorno: magari pure troppo costoso. Ma perchè dobbiamo bere quell'intruglio bianco fatto di materia morta? [Sarebbe troppo bello se Claudia che ogni tanto mi legge disegnasse con le sua favolosa penna un bicchiere di latte con un ingrandimento in cui si vedono tutti i microbi morti galleggiare a pancia in sù... chissà se mi leggerà e avrà tempo per esaudire questo bislacco flash che mi è venuto]. E' tutto morto nel latte a lunga conservazione perchè altrimenti (come natura ha fatto) andrebbe a male. Ora, se ci sono dei motivi igienici, ben venga una modifica all'alimento. Ma non che io mi debba bere un intruglio di grasso stracotto, zucchero caramellizzato e vitamine bruciate perchè c'è uno che non vuol fare la fatica di andare a prendersi il latte fresco ogni mattina... Peggio ancora se lo fa per risparmiare visto che la colazione la pago!! E' pazzesco ma la gente queste cose raramente le nota. Purtroppo la bocca la si muove facilmente ma raramente viene collegata al cervello quando si parla o quando si assaporano i cibi.

7 commenti:

  1. il problema secondo me sta nell'ignoranza della gente. ho passato gli ultimi 2 mesi a dividere la casa con persone che compravano la pasta al discount e spesso si alimentavano male e in maniera disordinata. è ovvio che poi gli alberghi non fanno lo sforzo di dare un servizio decente, se quel servizio sono in grado di apprezzarlo solo una minima parte dei clienti. anche mio padre ammattiva sempre per la scarsa qualità del tè, ma per fortuna ho notato che ora si sta affermando l'usanza di offrire una ciotola con twinings di diversi tipi perchè è scenografico, almeno quello...

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  2. Ma non sei li in vacanza? Non c'è il mare? Goditi il bello no? Pensa a chi invece è in città in ufficio a lavorare su ;)

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  3. X Video:
    Vero, anche il thè era un disastro. Domani ci guardo ;-)
    non bevendolo (se non d'inverno il Twinings arancia/cannella con un dolce speziato nel tardo pomeriggio) non ci faccio molto caso. Poi approfondirò. E' strano qui, la cucina è curata ma la colazione ha dei "buchi" clamorosi. Deve proprio essere un problema di ignoranza dei clienti.

    X Barbara:
    Sì, sono in vacanza nel senso che non lavoro ma non mi sto x nulla divertendo, anzi globalmente è peggio che a Milano. Poi quando torno ti spiego perchè.

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  4. brrrr la spremuta fatta con la bustina deve essere orribile!

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  5. Quando si é fuori casa é difficile trovare della buona cucina. Si sta perdendo il gusto di cucinare sia fuori che in casa.
    Buon riposo caro ;)

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  6. E che sfiga!! Uno si prende una vacanza e va pure a stare male? Argh allora meglio starsene a casa ( detto da una che in casa sua ci sta proprio benissimo e che per smuoverla ci vuole la proposta di una meta molto molto allettante )

    Quando torni?

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  7. Barbara io penso esattamente la stessa cosa. Per questo torno domani anzichè sabato. O c'è una ragione per stare via di casa oppure è tempo e soldi sprecati. Nel mio caso si aggiunge pure lo stress. Sono sicuro che se mai riuscirò a trasferirmi in una casetta tutta mia con giardino e piccolo orto non sentirò più grandi voglie di vacanze anche se ogni tanto è bene mettere il naso fuori dal proprio buco per imparare qualcosa di nuovo in Italia o all'estero.

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A Grissino piace molto sapere come la pensi: dai, dai, lasciami un commento!! :-P