venerdì 8 luglio 2005

Noi, abitanti del formicaio...

Quando succedono cose come quella di ieri a Londra, si è più portati a riflettere e a esternare i nostri pensieri sul nostro modo di vivere. Non voglio fare un discorso sul consumismo, sui paesi del 3° mondo, sulle diseguaglianze, eccetera, eccetera. La mia riflessione riguarda un concetto astratto e cioè quello di città. Ultimamente ma forse a essere più corretti dall'11 settembre quando le Twins crollarono miseramente al suolo con tante vite umane dentro, ho cominciato a vedere diversamente le città. Quest'anno sono poi stato due volte a New York e questo non ha fatto che confermare la mia idea. Forse, ora che ci penso, la mia idea di città ha radici ancora più profonde e lontane dell'11 settembre e risale a quando, liceale, saccheggiavo avidamente la libreria di mio papà alla ricerca dei migliori URANIA degli anni 70. Allora andava di moda la fantascienza apocalittica per cui ho approfondito l'argomento in modo notevole. Il problema fondamentale che salta fuori oggi ma era valido anche negli anni 70 quando c'era l'incubo dell'apocalisse nucleare è che LE NOSTRE CITTA' SONO DEI GRANDI IMMENSI FORMICAI. Quando passate per le vie di una città, date un'occhiata alle finestre delle case: non vi sembrano gigantesche celle di incubazione? Quando prendete un mezzo pubblico, quando andate a comprare il latte, quando spedite una lettera, non avete mai realizzato che tutte queste operazioni sono possibili solo grazie all'estrema specializzazione delle uomo-formichine addette a questi servizi? Immaginatevi il servizio postale in una città grande come Roma, Milano o New York. Quanti postini e addetti alle poste sono necessari per far recapitare correttamente tutte le lettere e i pacchi? E quanti camioncini per distribuire il latte fresco sono necessari per rifornire tutte le latterie? Poi i camioncini del latte non trasportano medicine o surgelati o altri beni di consumo, quindi immaginatevi tutti i camioncini che devono percorrere le strade della città per portare la merce a tutti i negozi. Credo sia ora chiaro cosa intendo quando dico che le città sono degli enormi formicai dove corrono (più o meno impazzite) tutte le formichine specializzate nei singoli lavori. E se qualcosa va storto? (immaginatevi uno sciopero dei mezzi pubblici...) Beh, se qualcosa va storto, la città sbanda. Se tante cose vanno storte, la città diventa ingovernabile. Se la città diventa ingovernabile, la legge che impera è quella del più forte. Questo è in ultima analisi quello che potrebbe succedere e che potete trovare nei romanzi di fantascienza apocalittica degli anni 70. Per cui vi dico (miiiii, mi sembra di essere un angelo dell'apocalisse in questo momento!!!), se vivete in città, siate coscienti di come l'equilibrio di questo oggetto sia fragile e di quello che potrebbe succedere. Prendete tutte le precauzioni possibile per minimizzare i rischi e non pensiate sempre che ci sia qualcuno pronto a pararvi il cu**. Se in una grossa città succede qualcosa, la cosa migliore da fare è rimboccarsi le maniche e agire. Mai perdere tempo, mai aspettare gli altri!

I miei consigli:
1) se non siete convinti della gravità del problema o addirittura state ridendo per quello che ho appena scritto, leggetevi qualche romanzo di fantascienza apocalittica (stasera posto qualche titolo).
2) se siete preoccupati perchè non avete idea di quello che dovete fare, andate qui: http://www.ready.gov e scaricatevi questa brochure:
http://www.ready.gov/Ready_Brochure_Screen_EN_20040129.pdf (634 Kb)
(pagina di riferimento: http://www.ready.gov/pdf_brochure.html)
3) se prendete la cosa molto sul serio, vi consiglio invece questa grande brochure (in pratica un libro dato che sono più di 200 pagine) che vi spiega cosa fare esattamente nelle più svariate emergenze:
http://www.fema.gov/pdf/areyouready/areyouready_full.pdf (21 Mb.)
(pagina di riferimento: http://www.fema.gov/areyouready )
Tutto gratis, offerto dal governo americano (grazie! :-) ) quindi downloadate con tranquillità. ^_^

Questo disegno e le formiche sono un'idea di Fabio Vettori ( www.fabiovettori.com )

2 commenti:

  1. Ieri sera ero in un locale, uno di quelli dove un paio di anni fa non riuscivi nemmeno ad entrare da tanta era la gente che c'era.
    Interminabili code all'ingresso perchè era stracolmo di gente.
    Ora vuoto, asettico...solo ragazzini 15 enni casinisti e coppiette svogliate...
    E mi sono domandata dove sono finite tutte le formiche di una volta, tutta la folla, la gente, la vita....

    Saranno tutti a casa con fidanzate e mogli.

    E anche i costi non invogliano di certo...
    Una coca cola la paghi 5 euro ( 10.000 delle vecchie lire, roba da matti ) e ci credo che nessuno esce più. Meglio un film a casa e le coccole del fidanzato, o a fine mese mica ci si arriva.

    Che serata noiosa...

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  2. Infatti... normalmente tendo a invitare i miei amici da me per cena e film o chiacchiere. Una Coca Cola gli costerà si e no 20-30 centesimi, poi ci sono tutti gli altri costi: secondo me non si arriva a 2 euro in totale, il resto è guadagno... Bar e ristoranti guadagnano tantissimo sulle bevande; con l'euro la cosa è diventata scandalosa. Ad ogni modo a me non piacciono i locali proprio per quello: paghi uno sproposito per sederti a un tavolo e bere qualcosa che fuori costa niente. Meglio allora (almeno in estate) un gelato e una passeggiata.
    D'inverno, happy hours o ristorante o cinema. E se qualcuno degli amici è single o ha un giardino si può organizzare lì.

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A Grissino piace molto sapere come la pensi: dai, dai, lasciami un commento!! :-P